Francesco: sogno un mondo geloso del Creato e vicino ai fragili

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In un messaggio a firma del cardinale Parolin e indirizzato alle Settimane sociali di Francia, il Papa invita a “non aver paura di sognare” in modo condiviso: solo così sarà possibile creare “una nuova realtà”

Isabella Piro – Città del Vaticano

“Quando si sogna da soli, è solo un sogno; ma quando si sogna con gli altri, è l’inizio di una nuova realtà”: Papa Francesco sceglie questa citazione del compianto arcivescovo brasiliano dom Hélder Câmara, un gigante dell’impegno in favore della giustizia e della tutela dei diritti dei più vulnerabili, per aprire il suo messaggio al 95.mo incontro annuale delle Settimane sociali di Francia, in corso da oggi e fino a domenica a Versailles e on line. Firmato dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, il documento prende spunto dal tema dell’evento – “Osiamo sognare il futuro. Prendersi cura delle persone e della terra” – per offrire una riflessione proprio sull’importanza del sogno.

Ascoltare la voce dei più poveri

“Non dobbiamo avere paura di sognare – sottolinea il Papa – soprattutto se questo sogno è condiviso e portato insieme”. Di qui, il richiamo ai grandi sogni descritti nell’Esortazione apostolica post-sinodale “Querida Amazonia”, ovvero: il sogno di “una società che lotta per i diritti dei più poveri”, affinché “la loro voce sia ascoltata e la loro dignità promossa”; il sogno di un mondo capace di conservare la sua “ricchezza culturale” e di far “risplendere in molti modi la bellezza umana”. E ancora: il Pontefice auspica una società che tuteli “conservi gelosamente” il Creato e che “accolga il messaggio evangelico”, ovvero “l’annuncio che Dio ama infinitamente ogni essere umano”.

La speranza apre ai grandi ideali di verità e giustizia

Condividere i sogni, aggiunge Francesco, significa mettere in pratica “la cultura dell’incontro”: elemento quanto mai essenziale in un mondo travolto da quasi due anni di pandemia. In questo contesto, sottolinea il Papa, “è urgente pensare ad un futuro che faccia vivere le persone nella speranza”. E spetta ai cristiani “portare al mondo questa bella virtù”, in “un momento decisivo per il futuro”. “La speranza è audace – ribadisce il Pontefice, richiamando la sua Enciclica Fratelli tutti – sa guardare oltre le comodità personali per aprirsi ai grandi ideali che rendono la vita più bella e dignitosa”. Essa è “una sete, un’aspirazione, un desiderio di pienezza, di vita riuscita che riempie il cuore e solleva lo spirito verso cose grandi come la verità, il bene, la bellezza, la giustizia e l’amore”.

Promuovere sviluppo integrale di ogni persona

Di qui, l’appello conclusivo rivolto dal Pontefice a tutti i partecipanti all’incontro affinché sappiano “sostenere, difendere e promuovere la cura del Creato e delle persone più fragili”, insieme a “lo sviluppo integrale di ogni persona, anche nella sua fondamentale dimensione spirituale”. Infine, il Papa affida l’evento all’intercessione della Vergine Maria.

Gli obiettivi delle Settimane sociali

Presiedute dalla signora Dominique Quinio, cui il Papa indirizza il suo messaggio, le Settimane sociali di Francia hanno origine nel 1904: da allora – si legge sul loro sito web – esse rappresentano “uno spazio di incontro, formazione e dibattito per tutti coloro che, attraverso la loro azione e riflessione, cercano di contribuire al bene comune basandosi sul pensiero sociale cristiano”.