XXVI Domenica Tempo Ordinario-B

Tutto in un bicchiere d’acqua

(Numero 11,25-29; Giacomo 5,1-6; Marco 9,38-43.45.47-48)

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.

Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geenna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue»”.

Nella recente paralimpiade, svoltasi a Tokio, abbiamo avuto modo di vedere come delle persone, menomate nel fisico: chi senza braccia chi senza gambe, addirittura ciechi, ipoudenti e tante altre variazioni di disagio, hanno gareggiato e ottenuto primati insperati e forse non raggiungibili neppure dai normodotati. Laiuto delle protesi, il lungo allenamento, la tenacia, il desiderio di riscatto sono stati il carburante per alimentare la volontà e sopperire alla mancanza di un corpo atleticamente e fisicamente incompleto. Una delle protagoniste, Vio Bebe, ha conquistato due medaglie d oro nel fioretto femminile individuale, categoria B. Lei afferma: Se sembra impossibile allora si può fare. “… Se hai un sogno vai e prenditelo”. Potenza dellimpotenza. La forza della fragilità. Il riscatto del disagio fisico.

Il vangelo odierno, per altre motivazioni, ci incita a rendere preferibilmente menomato il nostro corpo piuttosto che venire meno a fondamentali impegni di relazione, di attenzione, di premura nei confronti del prossimo. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via. Quando una mano, un piede, un occhio ci può scandalizzare? Ogni volta gli arti del nostro corpo e gli occhi del nostro corpo non ci servono per vedere, raggiungere e soccorrere chi è nella necessità e nel bisogno è meglio, afferma il vangelo, non possederli, piuttosto che essere condannati con un corpo integro ed egoisticamente conservato solo per sé stessi.

Certamente è una iperbole con cui si vuole affermare quanto sia necessario ed importante donare anche un solo bicchiere dacqua e non si perde la ricompensa promessa da colui a nome del quale compiamo tale gesto: Gesù Cristo letto ed individuato, rispettato ed accolto, nellaltrui persona. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.

Tutto in bicchiere dacqua. Sorsi di fraternità. Gocce di solidarietà. Le cose piccole, le cose semplici portano con la ricchezza dellinfinito perché, come sempre la qualità supera la quantità. Limportante è donare, soccorrere al momento. Donare ciò che necessita in quellistante. Per un assetato un bicchiere dacqua può essere vitale, donandoglielo, iperbolicamente, gli doni la vita. Se questo atteggiamento ispira il nostro agire allora non solo non dobbiamo tagliare mani, piedi e gettare via occhi ma dovremmo moltiplicarli per andare incontro a tutte le necessità, e ne sono tante, di coloro che attendono i nostri gesti vitali in loro favore. Gesù semplifica la vita: tutto il Vangelo in un bicchiere d’acqua. Alla portata di tutti, quasi a dire: tutti possiamo fare del bene, solo se lo vogliamo. Solo se ci lasciamo commuovere dal desiderio di aiutare il prossimo.

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La Parrocchia di San Timoteo di Termoli fu costituita da Mons. Oddo Bernacchia, con bolla 1/1/1954. La Chiesa di San Timoteo di Termoli è una struttura neogotica con una sola navata, e fu costruita su progetto dell’ing. Ugo Sciarretta. Unica nel suo genere vanta il prestigio d'essere una delle prime chiese costruite in cemento armato senza colonne centrali per questo ha meritato d'essere citata anche nei libri di storia dell'arte. Il vescovo Mon. Oddo Bernacchia avendo dato questo titolo alla neo parrocchia lo fece con l'intendo" di rendere omaggio al diletto discepolo di Paolo, San Timoteo il cui venerato corpo tornava alla luce, nella nostra Cattedrale, nel maggio del 1945 per u na fortuita circostanza.... "La chiesa ad una sola navata si dispiega ampia e solenne; con le pareti solcate dda strutture portanti che accennano ad uno stile leggermente gotico, invita ad elevare lo spirito a Dio nello slancio della preghiera (Mons. Biagio D'Agostino, Termoli e la sua Diocesi, 1978, p.179).