Dalle aspettative troppo alte al “principio dello scambio”. Conoscere i “virus” per poterli affrontare e superare la crisi

Problemi di coppia: quali sono oggi i “virus” che si insinuano tra due partner, causando allontanamento o addirittura rottura? Quante volte avanza una crisi tra marito e moglie, fidanzati o compagni, e facciamo fatica ad accorgercene o, peggio ancora, evitiamo di parlarne?

Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini in Coppia fragile? Tra virus e antivirus” (edizioni San Paolo) hanno individuati sei “virus” molto gravi. «Ma siamo sicuri che se ne possono trovare migliaia in tutte le loro metamorfosi e proliferazioni – scrivono gli autori -. Abbiamo trovato una concatenazione tra questi sei, concatenazione che dà loro un potere enorme».

1. Pensare troppo a se stessi

I position – ovvero: Porre l’io al centro“. E’ la madre di tutti i virus. Consiste nell’assoluta auto evidenza dell’io individuale, come principio e criterio di realtà, in particolare della realtà affettiva. Semplificando: «Quello che va bene a me, va bene a tutti»; le mie ragioni, le mie esigenze, i miei bisogni, le mie difficoltà, le mie paure eccetera, segnano la ragione stessa della coppia, o meglio: della felicità della coppia.

2.Aspettative troppo alte

Tu sei fatto per me – ovvero: L’amore fusionale“. Deriva con “naturalezza” dal primo: «Tu sei fatto per me, tu rispondi alle mie attese, tu funzioni come me». Il problema nella coppia insorge quando uno dei partner si sente deluso perchè «non sei come mi avevi fatto credere». L’io – il mio self – diviene la tua misura e la ragione del nostro stare insieme.

3.Il principio dello scambio

Per ora – ovvero: La schiavitù del frammento“. Non può che restringere queste attese al “per ora”; avanza sì il principio dello scambio (tu sei mia, io sono tuo) ma necessariamente esso si limita al momento, al frammento: come io, che sono sano di mente e mi conosco bene, posso garantirti di amarti per sempre? Anzi, tu, così come sei, mi andrai bene per domani, domani e domani ancora?

4. I dubbi su ciò che si proverà nel tempo

Il sentito – ovvero: Il primato del mondo emotivo“. Esce come il pulcino dall’uovo: non sono garantito di amarti per sempre, né è certo che tu mi andrai per sempre bene perché non posso non sentire le mie emozioni, le mie passioni, come mi sento. E questo diventa non solo il mio barometro, ma il barometro della nostra coppia.

5. La voglia di non sentirsi vincolati

Bisogno di vie di fuga – ovvero: Come potrei garantirti il “per sempre”?”. Si affaccia di conseguenza. Quando ho contratto un legame, ho bisogno che mi siano possibili vie di fuga: non sarò un cane legato alla catena del legame; svincoli, scorciatoie, perfino rotture mi devono essere permessi, altrimenti non sono libero. Il mio io non si è dato a nessun altro che a se stesso («Se non mi difendo io, non mi difende nessuno», diceva un marito esasperato) e dunque non può rinunciare alle sue “riserve”.

6. Il legame eccessivo con i genitori

Sposo te e non la tua famiglia – ovvero: Lo scalpo di tua madre”. Non è poi così nuovo, ma nel nostro contesto culturale ci riconduce potentemente al primo virus, è il suo vero smascheramento: «Per essere mio/mia devi recidere tutti i legami (cordone ombelicale compreso!), devi essere “nuovo/nuova” per me: io sono il tuo orizzonte, la tua ragione, tu mi devi “lo scalpo di tua madre” (e di tutto ciò – anche di tutti quei valori – che osi mettere prima di me!) perché la tua ragione sono io. Altrimenti, tagliamo il nostro legame e amici come prima, come si suol dire».

Il trionfo del “tu”

L’io, ragionano gli autori di “Coppia fragile“, «è la grande muraglia che impedisce l’amore perché lo riduce a dimensioni emozionali e passeggere. Va da sé che l’antivirus è anzitutto l’abbattimento della grande muraglia, ovvero l’esplorazione appassionata delle sue crepe, perché entri il “tu”». Solo così si può arginare l’insorgenza dei problemi in una coppia. 

FONTEAleteia.org
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La Parrocchia di San Timoteo di Termoli fu costituita da Mons. Oddo Bernacchia, con bolla 1/1/1954. La Chiesa di San Timoteo di Termoli è una struttura neogotica con una sola navata, e fu costruita su progetto dell’ing. Ugo Sciarretta. Unica nel suo genere vanta il prestigio d'essere una delle prime chiese costruite in cemento armato senza colonne centrali per questo ha meritato d'essere citata anche nei libri di storia dell'arte. Il vescovo Mon. Oddo Bernacchia avendo dato questo titolo alla neo parrocchia lo fece con l'intendo" di rendere omaggio al diletto discepolo di Paolo, San Timoteo il cui venerato corpo tornava alla luce, nella nostra Cattedrale, nel maggio del 1945 per u na fortuita circostanza.... "La chiesa ad una sola navata si dispiega ampia e solenne; con le pareti solcate dda strutture portanti che accennano ad uno stile leggermente gotico, invita ad elevare lo spirito a Dio nello slancio della preghiera (Mons. Biagio D'Agostino, Termoli e la sua Diocesi, 1978, p.179).