Maria SS. Assunta in cielo

Maria SS.: Colei che scioglie i nodi

(Ap 11, 19a; 12, 1-6a.10ab;1 Cor 15, 20-27a;Lc 1, 39-56)

Ascoltiamo il Vangelo:

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua”.

Negli anni ’80, quando Papa Francesco era solo il sacerdote Jorge Bergoglio, scoprì durante un viaggio in Germania una immagine della Madonna la cosiddetta “Knotenloeserin” o Vergine che scioglie i nodi di cui riportò in Argentina varie riproduzioni e che è ormai l’oggetto di una forte venerazione popolare a Buenos Aires. L’immagine, attribuita al pittore settecentesco Johann Georg Melchior Schmidtner, si trova nella chiesa di St. Peter am Perlach ad Augusta, nel Sud della Baviera, e rappresenta la Madonna che scioglie i nodi di un lungo nastro che gli è offerto da angeli che si trovano alla destra del quadro, mentre altri angeli a sinistra raccolgono il tessuto ormai liscio. Il “sacerdote” Bergoglio fu colpito subito da quest’allegoria del ruolo di mediatrice della madre di Gesù e decise così di portarla con sé a Buenos Aires, dove iniziò a distribuirla a sacerdoti e fedeli.

Il futuro Papa Francesco, celebrando la messa a San Josè del Talar l’8 dicembre del 2011, sottolineò che questa rappresentazione della Madonna illustra il fatto che “Dio, il quale distribuisce la sua Grazia a tutti i suoi figli, vuole che noi ci fidiamo di Lei, che le affidiamo i nodi dei nostri peccati per fare sì che Lei ci avvicini a suo figlio Gesù”. Il forte accento posto sul potere di mediazione della Madonna, così come il fatto che la “Desatanudos” deve essere invocata in caso di difficoltà, in particolare matrimoniali, l’hanno reso molto popolare fra i fedeli argentini, che all’ottavo giorno di ogni mese formano lunghe file davanti alla chiesa di San Josè del Talar, nel quartiere di Villa Devoto, per poter pregare e chiederle la sua intercessione.

La solennità dell’Assunta in cielo che ci dona di vivere la certezza che Maria di Nazareth è in cielo in corpo e in anima diventa paradigmatica per ogni donna e per ogni uomo ricordando a ciascuno di noi che siamo vocati alla stessa realtà per cui fortemente siamo anche richiamati a vivere in modo da prepararci a questa dimensione. La Madonna, perché umile, docile e collaborativa con Dio, di cui è stata chiamata ad essere Madre, ci è di esempio perché, ciò che lei ha vissuto prima di noi, appartiene anche a noi qui in terra e poi nel cielo. Il cristiano è chiamato a guardare di più il cielo non solo per attingere nozioni metereologiche ma per imparare a pensare, amare, desiderare ed attendere Dio. La Madonna che ci guarda da lassù ci protegge e ci aiuta a prepararci ad abitare il cielo sciogliendo ogni nodo che ci tiene legati e zavorrati troppo, qua, in terra.

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La Parrocchia di San Timoteo di Termoli fu costituita da Mons. Oddo Bernacchia, con bolla 1/1/1954. La Chiesa di San Timoteo di Termoli è una struttura neogotica con una sola navata, e fu costruita su progetto dell’ing. Ugo Sciarretta. Unica nel suo genere vanta il prestigio d'essere una delle prime chiese costruite in cemento armato senza colonne centrali per questo ha meritato d'essere citata anche nei libri di storia dell'arte. Il vescovo Mon. Oddo Bernacchia avendo dato questo titolo alla neo parrocchia lo fece con l'intendo" di rendere omaggio al diletto discepolo di Paolo, San Timoteo il cui venerato corpo tornava alla luce, nella nostra Cattedrale, nel maggio del 1945 per u na fortuita circostanza.... "La chiesa ad una sola navata si dispiega ampia e solenne; con le pareti solcate dda strutture portanti che accennano ad uno stile leggermente gotico, invita ad elevare lo spirito a Dio nello slancio della preghiera (Mons. Biagio D'Agostino, Termoli e la sua Diocesi, 1978, p.179).