Se il Sinodo fosse una corsa ciclistica, si potrebbero dire che il gruppo dei corridori ha ormai scollinato per affrontare la volata finale. E non sarebbe neppure fuorviante prevedere che la volata sarà lunga, come quegli arrivi in falsopiano che, al termine di una fatica improba, fanno apparire il traguardo ad una distanza infinita. Per i padri sinodali l’ultima “collina” è stata rappresentata questa mattina dall’esame dei capitoli finali della terza parte dell’Instrumentum laboris, quelli – come già detto – più delicati e complessi.

In particolari alcuni gruppi linguistici hanno dedicato l’intera mattina ad esaminare i punti 130 e 131 dell’Instrumentum, quelli dedicati all’attenzione pastorale verso le persone con tendenza omosessuale. Il documento a questo proposito sottolinea tre aspetti fondamentali, che i padri sinodali hanno ripreso e approfondito. Innanzi tutto è stato ribadito in modo definitivo che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, «va rispettata nella sua dignità e accolta con sensibilità e delicatezza».

Numerose le proposte, ma anche gli interrogativi poi, a proposito della seconda parte del punto 131, laddove si invitano le comunità ad avviare «progetti pastorali con una specifica attenzione all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale». Non pochi padri hanno sottolineato come le proposte specifiche, capaci di intrecciate l’insegnamento della Chiesa sulla sessualità con una competenza psicologica del problema, sono pochissime e – per limitarci all’Italia – presenti solo nelle maggiori città.

Necessario quindi, prima di avviare percorsi che rischierebbero di essere fondati sull’improvvisazione, promuovere anche a livello locale una formazione adeguata. Totale condivisione poi sulla necessità di rifiutare pressioni da parte di organismi internazionali per istituire leggi finalizzate all’introduzione delle nozze gay. E in non pochi gruppi linguistici è stato sottolineato come, mentre vengono investite grandi risorse nella promozione di leggi che puntano a mettere sullo stesso piano matrimonio e unioni gay, scarsissimo risulta l’impegno per vincere la sfida della denatalità.

Non a caso al tema è dedicato il capitolo finale dell’Instrumentum, quello che i padri sindali hanno esaminato stamattina prima di congedare le varie relazioni su questa parte specifica del documento.

I testi dei tredici contributi verrano resi noti domattina (mercoledì), una giornata che – dopo 18 giorni di lavoro interrotto – vedrà la prima pausa di questo Sinodo sulla famiglia. La congregazione generale tornerà a riunirsi giovedì pomerggio, per il primo esame della relazione finale, a cui poi sarà dedicata anche l’intera giornata di venerdì. Sabato infine il testo verrà discusso e votato, prima di essere consegnato al Papa che ne deciderà l’esito: renderlo pubblico o farlo proprio in vista di un’esortazione post-sinodale? In realtà una scelta non esclude l’altra, ma gli interrogativi sulla valutazione che esprimerà Bergoglio alimentano ipotesi e fanno crescere l’attesa. E questo rende la volata finale del Sinodo ancora più interessante.

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La Parrocchia di San Timoteo di Termoli fu costituita da Mons. Oddo Bernacchia, con bolla 1/1/1954. La Chiesa di San Timoteo di Termoli è una struttura neogotica con una sola navata, e fu costruita su progetto dell’ing. Ugo Sciarretta. Unica nel suo genere vanta il prestigio d'essere una delle prime chiese costruite in cemento armato senza colonne centrali per questo ha meritato d'essere citata anche nei libri di storia dell'arte. Il vescovo Mon. Oddo Bernacchia avendo dato questo titolo alla neo parrocchia lo fece con l'intendo" di rendere omaggio al diletto discepolo di Paolo, San Timoteo il cui venerato corpo tornava alla luce, nella nostra Cattedrale, nel maggio del 1945 per u na fortuita circostanza.... "La chiesa ad una sola navata si dispiega ampia e solenne; con le pareti solcate dda strutture portanti che accennano ad uno stile leggermente gotico, invita ad elevare lo spirito a Dio nello slancio della preghiera (Mons. Biagio D'Agostino, Termoli e la sua Diocesi, 1978, p.179).