“Se dovessi essere il primo a morire,

non lasciare che il dolore oscuri il tuo cielo.

Sii coraggiosa e modesta nel tuo lutto.

E’ un cambiamento ma non un addio.

Perché come la morte è parte della vita,

così i morti vivono nei vivi.

E tutte le ricchezze raccolte nel tuo viaggio,

i momenti condivisi, i misteri svelati, il lento accumularsi dell’intimità serbata,

le cose che ci fecero piangere o cantare,

la gioia della neve splendente sotto il sole

o il primo fremito della primavera,

il linguaggio senza parole degli sguardi e dei gesti,

ogni cosa che abbiamo conosciuto,

ogni cosa data, ogni cosa presa,

questi non sono fiori che appassiscono,

né alberi che cadono e si disfano,

e neppure pietra,

perché la pietra cede sotto la pioggia e sotto il vento

e possenti montagne si riducono a niente.

Quel che eravamo, siamo

quel che avevamo, abbiamo.

Il nostro presente unito in un eterno presente.

E così quando cammini nei boschi dove andavamo insieme

o ti fermi come facevamo sempre sulla collina

quando con la mano cerchi la mia mano,

quando la tristezza ti si insinua dentro,

non muoverti.

Chiudi gli occhi.

Respira.

Ascolta il mio passo nel tuo cuore.

Non me ne sono andato,

cammino dentro di te.”

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La Parrocchia di San Timoteo di Termoli fu costituita da Mons. Oddo Bernacchia, con bolla 1/1/1954. La Chiesa di San Timoteo di Termoli è una struttura neogotica con una sola navata, e fu costruita su progetto dell’ing. Ugo Sciarretta. Unica nel suo genere vanta il prestigio d'essere una delle prime chiese costruite in cemento armato senza colonne centrali per questo ha meritato d'essere citata anche nei libri di storia dell'arte. Il vescovo Mon. Oddo Bernacchia avendo dato questo titolo alla neo parrocchia lo fece con l'intendo" di rendere omaggio al diletto discepolo di Paolo, San Timoteo il cui venerato corpo tornava alla luce, nella nostra Cattedrale, nel maggio del 1945 per u na fortuita circostanza.... "La chiesa ad una sola navata si dispiega ampia e solenne; con le pareti solcate dda strutture portanti che accennano ad uno stile leggermente gotico, invita ad elevare lo spirito a Dio nello slancio della preghiera (Mons. Biagio D'Agostino, Termoli e la sua Diocesi, 1978, p.179).