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domenica, 14 Luglio 2024
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Gravidi di quel Dio che ci abita

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Santissima Trinità

Gravidi di quel Dio che ci abita

(Proverbi 8, 22-31; Romani 5, 1-5; Giovanni 16, 12-15)

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà»”.

Dio non è solo, isolato e, beatamente, chiuso in se stesso. Sarebbe troppo riduttivo ed “egoisticamente” incomprensibile. Dio è una comunità d’amore. D’altronde non potrebbe essere altrimenti. E’ nella natura stessa dell’amore relazionarsi, fare spazio all’altro, dedicarsi a lui, accoglierlo, accompagnarlo, custodirlo. Se “Dio è amore” va da sé che Lui è sorgente di ogni relazione e fonte di ogni comunione. La comunione è qualcosa che supera il semplice stare insieme, accanto, essa presuppone che le vite, le esistenze si fondano in una relazione più vera, profonda ed intima. La Trinità è tutto questo.

“Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo
sei un solo Dio, un solo Signore,
non nell’unità di una sola persona,
ma nella Trinità di una sola sostanza… E nel proclamare te Dio vero ed eterno,
noi adoriamo la Trinità delle Persone,
l’unità della natura, l’uguaglianza nella maestà divina” (Prefazio della Santissima Trinità).

La  Trinità non è un rebus per far giocare la mente e, forse, disperderla nei tornanti della ragione o nei meandri della ricerca che non si dà pace o non riesce a contenere, comprendere, dominare. E’ piuttosto la ricchezza inestimabile ed inesauribile con cui Dio si dona. E l’uomo, che è sua immagine e somiglianza, è chiamato ad incarnare ed ispirare il proprio modo di relazionarsi attingendo, dissetandosi, a questa fonte sorgiva per alimentare la propria ricerca e fatica di imitare Colui che lo ha voluto come se stesso. 

Se l’essenza di Dio è l’amore che circola all’interno della santissima Trinità, anche l’uomo sarà totalmente ed integralmente tale solo quando vivrà di comunione e in comunione. Questo è il DNA identificativo e qualificativo dell’avventura cristiana, la parresia che porta con sé l’esperienza di fede e di vita ispirata alla dimensione comunionale di Dio. “E questo contrasta con i modelli del mondo, dove ci sono tante vene strozzate che ostruiscono la circolazione della vita, e vene troppo gonfie dove la vita ristagna e provoca necrosi ai tessuti. Ci sono capitali accumulati che sottraggono vita ad altre vite; intelligenze cui non è permesso di fiorire e portare il loro contributo all’evoluzione dell’umanità; linee tracciate sulle carte geografiche che sono come lacci emostatici, e sia di qua che di là, per motivi diversi, si soffre…” (Ermes Ronchi).

L’uomo è il cielo di Dio, è la tenda entro la quale Dio rinchiude se stesso. Un Dio intero, totale, quindi trinitario. Simone Weil usa questa delicata metafora: Le amiche della sposa non conoscono i segreti della camera nuziale, ma quando vedono l’amica diversa, gloriosa di vita nuova, con il grembo che s’inarca come una vela, allora capiscono che a trasformarla è stato l’incontro d’amore. Noi dobbiamo essere gravidi di quel Dio che ci abita. Il centro della fede non è ciò che io faccio per Dio, ma ciò che Dio fa per me. Al centro non stanno le mie azioni, buone o cattive, ma quelle di Dio, il Totalmente Altro che viene e mi rende altro. Mi rende capace di comunione come lo è Lui col figlio nello Spirito Santo. Una comunità d’amore.

Parrocchia San Timoteo
Parrocchia San Timoteohttps://www.santimoteotermoli.it/wp
La Parrocchia di San Timoteo di Termoli fu costituita da Mons. Oddo Bernacchia, con bolla 1/1/1954. La Chiesa di San Timoteo di Termoli è una struttura neogotica con una sola navata, e fu costruita su progetto dell’ing. Ugo Sciarretta. Unica nel suo genere vanta il prestigio d'essere una delle prime chiese costruite in cemento armato senza colonne centrali per questo ha meritato d'essere citata anche nei libri di storia dell'arte. Il vescovo Mon. Oddo Bernacchia avendo dato questo titolo alla neo parrocchia lo fece con l'intendo" di rendere omaggio al diletto discepolo di Paolo, San Timoteo il cui venerato corpo tornava alla luce, nella nostra Cattedrale, nel maggio del 1945 per u na fortuita circostanza.... "La chiesa ad una sola navata si dispiega ampia e solenne; con le pareti solcate dda strutture portanti che accennano ad uno stile leggermente gotico, invita ad elevare lo spirito a Dio nello slancio della preghiera (Mons. Biagio D'Agostino, Termoli e la sua Diocesi, 1978, p.179).
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