Perché arrivi lo stupore, abbiamo bisogno di una pedagogia dei sensi. Bisogno di assaporare la mora di siepe; bisogno di udire la cicala ed il grillo, il tonfo delle castagne ed il rumore del mare. Bisogno di toccare la neve e le foglie; bisogno di sentire la docilità della terra battuta, la sassosità dei lastroni di pietra; bisogno di odorare le caldarroste… Ecco: abbiamo bisogno di riprendere il contatto con la natura; biso­gno di rompere le scatole che ci comprimono ed asfissiano. Sca­tola è l’automobile, il telefono, la televisione, l’ascensore…

Tutte le volte che possiamo, andiamo a piedi e fermiamoci ad ammirare. Quante le occasioni mancate del nostro stupore!