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lunedì, 22 Aprile 2024
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L’atto penitenziale durante la Messa basta per l’assoluzione dai peccati gravi?

Risponde don Gianni Cioli, docente di Teologia morale

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Vorrei sapere se durante la celebrazione della Messa nel momento in cui si prega il «confesso» abbiamo il perdono dei nostri peccati oppure se è una preghiera che fa solo parte di un momento della celebrazione eucaristica.

Roberto Rossi

Risponde don Gianni Cioli, docente di Teologia morale

La domanda è interessante e a quanto mi risulta non vi è un’opinione unanime da parte degli esperti in materia sulla questione.

C’è chi considera in effetti l’atto penitenziale all’inizio della Messa (che comunque prevede un ventaglio di formule più ampio rispetto al «Confesso») semplicemente come un momento di preghiera volto a disporre il fedele a una partecipazione il più possibile fruttuosa all’eucaristia, e chi invece vi riconosce una vera e propria formula assolutoria, sebbene non avente il carattere sacramentale proprio del sacramento della penitenza.

Precisare che in ogni caso l’atto penitenziale all’inizio della Messa non costituisce un’assoluzione sacramentale è importante per sgombrare il campo dal possibile equivoco che esso possa ottenere il perdono dei cosiddetti peccati gravi, o mortali, per il quale è prevista in via ordinaria la confessione e la relativa assoluzione sacramentale. La formula assolutoria espressa nell’atto penitenziale all’inizio della Messa riguarderebbe dunque i cosiddetti peccati veniali, che comunque non sono da trascurare né da sottovalutare.

D’altra parte è opinione comune che la stessa partecipazione alla celebrazione eucaristica, vissuta con le giuste disposizioni, comporti già di per sé la remissione dei peccati veniali. Se questo è vero si può concludere che l’eventuale carattere assolutorio presente nelle formule dell’atto penitenziale all’inizio della Messa non sarebbe altro, infondo, che l’esplicitazione di ciò che è implicito nella partecipazione alla Messa stessa, ovviamente vissuta con le dovute disposizioni di consapevolezza e di presa di distanza affettiva dal peccato. Anzi credo che si possa affermare che lo scopo del «Confesso» e delle omologhe formule penitenziali all’inizio della celebrazione sia precipuamente quello di favorire tali disposizioni.

Parrocchia San Timoteo
Parrocchia San Timoteohttps://www.santimoteotermoli.it/wp
La Parrocchia di San Timoteo di Termoli fu costituita da Mons. Oddo Bernacchia, con bolla 1/1/1954. La Chiesa di San Timoteo di Termoli è una struttura neogotica con una sola navata, e fu costruita su progetto dell’ing. Ugo Sciarretta. Unica nel suo genere vanta il prestigio d'essere una delle prime chiese costruite in cemento armato senza colonne centrali per questo ha meritato d'essere citata anche nei libri di storia dell'arte. Il vescovo Mon. Oddo Bernacchia avendo dato questo titolo alla neo parrocchia lo fece con l'intendo" di rendere omaggio al diletto discepolo di Paolo, San Timoteo il cui venerato corpo tornava alla luce, nella nostra Cattedrale, nel maggio del 1945 per u na fortuita circostanza.... "La chiesa ad una sola navata si dispiega ampia e solenne; con le pareti solcate dda strutture portanti che accennano ad uno stile leggermente gotico, invita ad elevare lo spirito a Dio nello slancio della preghiera (Mons. Biagio D'Agostino, Termoli e la sua Diocesi, 1978, p.179).
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