Rachele, da adolescente tormentata a mamma di 7 figli: “sono rinata grazie a loro”

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In questi anni tu e Luca avete avuto momenti difficili?

Con mio marito ci siamo sempre dati il cambio per sostenerci nei momenti bui. Quando ci siamo conosciuti lui era molto più maturo di me, e mi ha accolto con fiducia. Quando è morta mia suocera – aspettavo Anna che tra l’altro le somiglia tantissimo – mio marito è entrato in una sorta di coma emotivo. Dopo la nascita della la bambina in cui tutto è andato bene, lui ha avuto un paio di anni di blackout e in quel momento ci sono stata io che sono dovuta diventare quella più forte. Siamo andati in crisi tante volte, il nostro matrimonio è stato pieno di difficoltà, di momenti di discussione, anche quando ho deciso di iniziare il mio percorso con lo psichiatra dopo aver perso il nostro bambino. Però non abbiamo mai preso in considerazione la prospettiva di separarci, mai. Quando lui spesso mi chiedeva: “ma non è che vuoi separati?”, io ho sempre risposto: “non ci penso neanche! Serriamo i ranghi e andiamo avanti”.

Come ce la fate a gestire questa grande famiglia?

Provvidenza ne abbiamo sperimentata tanta, ho sempre avuto un rapporto sincero con i miei figli, certe cose ce le possiamo permettere, altre no e loro non mi hanno mai chiesto nulla e non ho mai avuto la sensazione gli mancasse qualcosa. Anna voleva andare a danza, va benissimo, però poiché non potevo accompagnarla abbiamo trovato qualcosa vicino casa. Davide si è voluto iscrivere in palestra e in cambio dei lavoretti di pulizia domestica gli viene data un tot che lui mette da parte e con cui paga l’abbonamento. C’è tanto riciclo di abiti, e da questo punto di vista posso dire che i figli non costano niente. Ho dovuto scegliere cosa far fare ai ragazzi, ma non è stata una rinuncia. Non ci è mai mancato nulla. A noi piace andare in vacanza in montagna e risparmiamo durante l’anno per partire e soggiornare in un bell’albergo. Tutto il resto lo si fa con oculatezza: i fratelli si fanno ripetizioni tra di loro, si passano i vestiti, mi aiutano in casa come mia figlia Rebecca che mentre guarda le serie tv stira. Mi aiutano, qualche volta devo ricorrere alle “minacce”.

Come si è manifestata concretamente la Provvidenza?

La casa dove abitiamo ora è stato un dono della Provvidenza. Sta praticamente davanti allo studio di mio marito, c’è solo una strada che ci separa ed era chiusa da anni. La vendevano ad un prezzo inaccessibile, nemmeno a pensarci, e poi era una casa vecchia, da dover sistemare. Mio marito si è fatto avanti cercando di tirare un po’ sul prezzo con il proprietario ma niente. Quando questo signore ha scoperto che avevamo tanti figli – visto che anche lui veniva da una famiglia numerosa – ha abbassato la sua richiesta in maniera mostruosa. Si è molto commosso per il fatto che noi avessimo esattamente lo stesso numero di figli che avevano avuto i suoi genitori. Infatti quando un giorno Luca si è presentato con tutti i figli e si è sentito dire: “Son tutti suoi? ma poteva dirmelo prima, volevo proprio una famiglia così a cui lasciare la mia casa”.

Cosa diresti ai giovani di oggi così impauriti rispetto al matrimonio?

Sposatevi, prendete le cose seriamente. Fatelo se siete disposti a tutto, come dice mio marito quando ci chiamano per dare la nostra testimonianza nei corsi prematrimoniali. Se siete pronti costantemente a mettervi in discussione, sposatevi. Essere genitori migliora, di fronte al: “Mah, boh, io non me la sento”, la risposta è: “recita una parte, poi impari”. Bisogna fidarsi dei propri figli, della loro venuta. Ho visto tante donne a cui non avresti dato un euro che sono diventate madri. Secondo le mamme delle mie amiche non avrei combinato niente nella vita, su di me nessuno puntava, “la figlia dell’ubriacona” dicevano. Nessuno credeva in me come donna, come madre, avevo raccattato mia mamma per strada ubriaca prima che tentasse il suicidio. Ai ragazzi vorrei dire che tutti possiamo farcela, la generazione che stiamo tirando su ha voglia di imparare, di starci dietro. Dobbiamo dare loro fiducia. A me ha dato fiducia Luca quando ci siamo conosciuti, lui ha creduto in me, mi ha detto tante volte: “guarda che ce la fai a far la mamma”. Dare fiducia ai giovani è fondamentale. Dire loro: “ce la puoi fare”. I genitori oggi invece, quelli che ci sono tutelano tanto. Quando mi dicono lamentandosi: “non ce la faccio con uno”, rispondo: “perché ce ne hai solo uno!”. E poi ci sono genitori che non ci stanno proprio, pensano a loro stessi, alla loro vita: stacci con questi figli, stacci. La mamma deve esserci, il papà deve esserci, con orari diversi, in modi diversi. Io parlo da persona che sbaglia, continuamente, ma cerco di starci il più possibile. Mi viene la pelle d’oca quando dicono: “ormai è grande”. Ormai è grande a che età? 17 anni? ma poi un genitore è sempre un genitore. Ed essere genitori migliora, ti rende una persona migliore.