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domenica, 16 Giugno 2024
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La crescita della chiesa accade per attrazione, non per proselitismo. III Domenica Tempo Ordinario – B 

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IL VANGELO STRABICO

III Domenica Tempo Ordinario – B

(Giona 3,1-5.10; 1 Corinzi 7,29-31; Marco 1,14-20)

A  cura di Benito Giorgetta

La crescita della chiesa accade per attrazione, non per proselitismo

Ascoltiamo il Vangelo:

“Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui”.

Papa Francesco, riproponendo una riflessione che fu già del suo predecessore Benedetto, nell’esortazione apostolica Evangelii guadium, invita i cristiani a vestire l’abito dell’attrazione, del fascino e non  le armi del proselitismo. La capacità generativa della chiesa, nell’accogliere nuovi figli, non può risiedere nella forza, nella persuasione delle idee, nelle strategie d’evangelizzazione, ma semplicemente, ogni battezzato è chiamato a dimostrare, con lo stile della sua vita, la coerenza evangelica e la gioia che da essa sgorga, come da fonte sorgiva. Il cristiano è un chiamato che risponde ad un invito, ad  una provocazione, ad un incontro: quello con il Cristo.

I doppia coppia di fratelli: Andrea e Pietro, Giacomo e Giovanni, sono una dimostrazione del potere attrattivo che Gesù esercita nei loro confronti. Lo incontrano, si sentono chiamati, lasciando tutto, lo seguono. Quanti cristiani possono dirsi tali perché hanno letto nelle azioni, nei modi, nei sentimenti e nelle scelte di altri ciò che cercano di testimoniare. Quante volte ci ha interrogati, affascinati o inquietati la gioia che sprizzano alcuni cristiani?

Ma per seguire Cristo occorre lasciare le nostre “reti”. I legami che ci fanno guardare troppo indietro per alimentare nostalgie passate, i ritardi dovuti al pensiero di ciò che si lascia di fronte ad un incerto futuro, le vecchie abitudini in cui abbiamo messo radici, sono le reti da abbandonare. Il peccato, le zavorre che ci ostacolano debbono essere storia passata. Occorre disegnare un futuro colorato rispetto al fosco grigiore da cui spesso siamo avvolti. Cristo ci chiama a sé ma vuole la nostra conversione. Credere in lui, aderire al suo messaggio, alla sua persona, ma cambiando mentalità, direzione. Convertirsi significa mettere la nostra mente e il nostro cuore in quelli di Dio. Non più il nostro egoismo come bussola della vita ma il desiderio e la capacità sperimentata di essere discepoli, seguaci di Cristo.

Andare dietro a lui, come hanno fatto i discepoli, gli apostoli, i santi. Quando si va dietro a qualcuno? Quando si ama! Anche i giovani innamorati sono soliti dire che “vado dietro a quel ragazzo, ragazza” per dire il loro amore. Innamorati di Cristo come i fiori del calore del sole, come chi ama desidera l’abbraccio dell’amato, come l’oscurità desidera la rinascita del nuovo giorno. Con Cristo tutto rinasce, tutto prende una direzione diversa. Si cammina verso la luce e la vita alimentati dalla speranza.

Si diventa così pescatori di uomini. Nella rete delle relazioni cadano coloro che restano attratti, affascinati dalla mia condotta esemplare, da ciò che traspare della gioia che io ho nell’aver incontrato Cristo e che riesco a trasmettere. La tracimazione della gioia deve alluvionare, senza distruggere, coloro che incontriamo. Tutti dobbiamo far parte dell’unico corso d’acqua in cui, come affluenti ci aggiungiamo, riconoscendo che la scaturigine è Cristo stesso.

Parrocchia San Timoteo
Parrocchia San Timoteohttps://www.santimoteotermoli.it/wp
La Parrocchia di San Timoteo di Termoli fu costituita da Mons. Oddo Bernacchia, con bolla 1/1/1954. La Chiesa di San Timoteo di Termoli è una struttura neogotica con una sola navata, e fu costruita su progetto dell’ing. Ugo Sciarretta. Unica nel suo genere vanta il prestigio d'essere una delle prime chiese costruite in cemento armato senza colonne centrali per questo ha meritato d'essere citata anche nei libri di storia dell'arte. Il vescovo Mon. Oddo Bernacchia avendo dato questo titolo alla neo parrocchia lo fece con l'intendo" di rendere omaggio al diletto discepolo di Paolo, San Timoteo il cui venerato corpo tornava alla luce, nella nostra Cattedrale, nel maggio del 1945 per u na fortuita circostanza.... "La chiesa ad una sola navata si dispiega ampia e solenne; con le pareti solcate dda strutture portanti che accennano ad uno stile leggermente gotico, invita ad elevare lo spirito a Dio nello slancio della preghiera (Mons. Biagio D'Agostino, Termoli e la sua Diocesi, 1978, p.179).
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