Papa Francesco denuncia le conseguenze negative, sull’ambiente e sugli esseri umani, delle attività di estrazione mineraria, in un messaggio inviato al presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, in occasione dell`apertura dell`Incontro “Una giornata di riflessione. Uniti a Dio ascoltiamo un grido”, promosso e organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace con i rappresentanti di comunità danneggiate da attività estrattive provenienti da Paesi dell`Africa, dell`Asia e dell`America, che si svolge a Roma, al Salesianum, da oggi a domenica.

“Venite da situazioni differenti e in diversi modi sperimentate le ripercussioni delle attività minerarie, siano esse condotte da grandi compagnie industriali, da artigiani o operatori informali”, scrive Francesco. “Avete voluto riunirvi a Roma, in questa giornata di riflessione che si ricollega ad un passaggio dell`Esortazione apostolica Evangelii gaudium, per far riecheggiare il grido delle numerose persone, famiglie e comunità che soffrono direttamente o indirettamente a causa delle conseguenze troppo spesso negative delle attività minerarie. Un grido per i terreni perduti; un grido per l`estrazione di ricchezze dal suolo che paradossalmente non ha prodotto ricchezza per le popolazioni locali rimaste povere; un grido di dolore in reazione alle violenze, alle minacce e alla corruzione; un grido di sdegno e di aiuto per le violazioni dei diritti umani, clamorosamente o discretamente calpestati per quanto concerne la salute delle popolazioni, le condizioni di lavoro, talvolta la schiavitù e il traffico di persone che alimenta il tragico fenomeno della prostituzione; un grido di tristezza e di impotenza per l`inquinamento delle acque, dell`aria e dei suoli; un grido di incomprensione per l`assenza di processi inclusivi e di appoggio da parte di quelle autorità civili, locali e nazionali, che hanno il fondamentale dovere di promuovere il bene comune”.

All’incontro “Uniti a Dio ascoltiamo un grido”, organizzato in collaborazione con la rete latino-americana “Iglesias y Mineria”, partecipano circa trenta rappresentanti di comunità colpite dalle attività minerarie, con testimonianze anche molto drammatiche, tra cui quelle dall’Africa, dall’India, dal Cile e dal Brasile.

Articolo precedenteIstituzione benedizione e investitura dei Cavalieri di San Timoteo
Articolo successivoLa banderuola sulla guglia
La Parrocchia di San Timoteo di Termoli fu costituita da Mons. Oddo Bernacchia, con bolla 1/1/1954. La Chiesa di San Timoteo di Termoli è una struttura neogotica con una sola navata, e fu costruita su progetto dell’ing. Ugo Sciarretta. Unica nel suo genere vanta il prestigio d'essere una delle prime chiese costruite in cemento armato senza colonne centrali per questo ha meritato d'essere citata anche nei libri di storia dell'arte. Il vescovo Mon. Oddo Bernacchia avendo dato questo titolo alla neo parrocchia lo fece con l'intendo" di rendere omaggio al diletto discepolo di Paolo, San Timoteo il cui venerato corpo tornava alla luce, nella nostra Cattedrale, nel maggio del 1945 per u na fortuita circostanza.... "La chiesa ad una sola navata si dispiega ampia e solenne; con le pareti solcate dda strutture portanti che accennano ad uno stile leggermente gotico, invita ad elevare lo spirito a Dio nello slancio della preghiera (Mons. Biagio D'Agostino, Termoli e la sua Diocesi, 1978, p.179).