Solennità di tutti i santi

“Sii sempre il meglio di ciò che sei”: ecco la santità

(Apocalisse 7,2-4.9-14; 1 Giovanni 3,1-3; Matteo 5,1-12a)

Ascoltiamo il Vangelo:

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli»”.

La santità non è un’aspirazione ardua nella vita del cristiano, ma la sua normale vocazione. Come in ogni cosa si cerca di raggiungere il massimo, il coronamento alle proprie azioni, scelte e progettualità; così, anche nell’esercizio della vita cristiana, la santità costituisce il traguardo finale. Mentre in una gara di qualsiasi genere il vincitore è uno solo e tutti gli altri sono concorrenti, nel cammino cristiano tutti possono, anzi, debbono essere vincitori. La santità fa splendere in noi la bellezza di Dio.

E’ difficile essere santi? Cosa significa essere santi? Compiere gesti eclatanti? Inventare qualcosa di straordinario? No! Essere speciali non è fare grandi cose, ma rendere grandi le piccole cose. Il quotidiano diventa la tela per il pittore, il legno per il falegname, il tempo per l’uomo; occorre sforzarsi di farne capolavori.

“… Se non puoi essere un pino sul monte, sii una saggina nella valle, ma sii la migliore piccola saggina sulla sponda del ruscello. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere una via maestra sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Sii sempre il meglio di ciò che sei. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere, poi mettiti a realizzarlo nella vita… .” (Martin Luther King).

Semplicemente essere se stessi ma nel migliore dei  modi possibili. Le così dette beatitudini del vangelo odierno ci indicano e segnano la strada da percorrere. Una rivoluzione pacifica. Una storia nuova fatta di servizio, accoglienza, attenzioni, ma soprattutto di arrendevolezza all’altro attraverso l’eroismo del perdono, la disponibilità alla pace, l’aspirazione della giustizia e del bene comune, la purezza del cuore, la povertà dello spirito. E’ questa la gradinata della santità e Gesù ci chiama a percorrerla assieme a lui in compagnia di tutti coloro, di buona volontà, che accolgono il suo invito.

Il giardino interiore della nostra vita, la santità, cresce in noi quando ci sentiamo pensati ed amati. E Dio ci pensa e ci ama dall’eternità per “renderci santi colme lui è santo”.