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domenica, 18 Gennaio 2026
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Collocarsi nel tempo nuovo del dopo Cristo

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Maria SS. Madre di Dio 

Collocarsi nel tempo nuovo del dopo Cristo

 (Numeri 6,22-27; Galati 4,4-7; Luca 2,16-21)

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo”.

La vertebra che tiene in piedi tutta la storia umana è l’avvenimento di Betlemme: la nascita di Dio. Il suo ingresso nella storia umana fino a determinarne la spaccatura: prima di lui e dopo di lui. Gesù lascia l’abbraccio divino e accoglie quello umano. Abbandona l’anagrafe divina e si inscrive in quella umana. Si svuota della sua uguaglianza divina e riveste l’abito dell’umanità. Dall’onnipotenza alla fragilità. Dalla grandezza alla miseria. Dall’immortalità al confine e al condizionamento del tempo e dello spazio. Uomo tra gli uomini.

Tutto questo accade “nella pienezza del tempo”. Quando Dio stesso ha ritenuto maturo il tempo perché accadesse. Ha scelto una creatura: Maria a cui ha chiesto disponibilità e collaborazione. Ha scelto un luogo geografico: la Palestina in cui annidarsi nella storia. Ha preferito un popolo: Israele.

Chi ha saputo per primo che tutto questo è accaduto? Oltre Colei attraverso la quale tutto si è realizzato i primi a saperlo furono i pastori, i contaminati, gli ultimi, proprio come da copione diremmo, cioè secondo la logica di Dio.

Umile, ultima, povera era Colei che scelse per nascere “Da donna”, ultimi sono stati coloro ai quali, per primi è giunta la notizia. E sono stati proprio loro i primi ad approdare dinanzi a Colui che è venuto per redimere il mondo, la storia e indirizzarla per sentieri nuovi e inediti.

Ma che significa “Pienezza del tempo?”. Il più favorevole? No di certo! Quello in cui Dio non ha resistito più alle prepotenze, ai soprusi, alle nefandezze, agli imbrogli ed è esploso in un gesto d’amore. Una spugna purificatrice. Una guarigione generale. Un condono incondizionato.

L’amore immeritato, completamente gratuito, totalizzante e preveniente elargito su tutta l’umanità. Senza doverlo meritare. Per tutti. Senza distinzione alcuna. Lui paga per tutti. Paga attraverso Betlemme e in prospettiva attraverso il Golgota su cui si sarebbe compiuta la sua immolazione e donazione.

L’umanità era inaridita. Senza radici, senza speranza. Senza fioritura. Eppure, per tanti che si sono ispirati a Betlemme e a colui che lì è nato hanno cambiato la loro vita e indirizzato quella degli altri. 

Paolo di Terso, disarcionato da cavallo, che da persecutore diventa testimone. Il lussurioso Agostino d’Ippona che tardi ama ma comprende che basta amare e fare ciò che si vuole. L’analfabeta Caterina da Siena che, scrivendo, convince il Papa a ritornare a Roma. Il giovane gaudente e spensierato Francesco d’Assisi che ascolta la voce di un crocifisso. Un fraticello suo seguace, malaticcio e malandato che si rinchiude in una cella in un paese sconosciuto ai confini geografici del Gargano e che oggi raduna attorno a sé una “clientela mondiale”. Una fragile donna sente la voce di Gesù: “Ho sete” e dirotta la sua vita verso gli ultimi tra gli ultimi diventando così un incendio d’amore, contagioso esempio di misericordia che ha raggiunto il mondo intero.

Tutto questo nasce e parte da Betlemme. 

Ma nasce nel senso biologico e nel valore spirituale da colei che di Dio è Madre: Maria. Occorre che anche noi ci poniamo in questa scia d’amore. Che ci lasciamo trascinare dalla piena che si determina dall’affluenza di tanti ruscelli e rigagnoli che si riversano nel grande fiume. Occorre fare questa scelta altrimenti, anche se la storia registra un anno in più del tempo dopo Cristo, noi siamo ancora nel primo segmento: il prima di Cristo. Siamo vecchi, antichi, logori, spenti, vinti, schiacciati e tristi. Invece siamo chiamati a gioire, esultare, camminare condividendo con gli altri quanto abbiamo appreso e ricevuto.

Tutto assieme alla sorgente del tempo nuovo: Maria, Madre di Dio e madre nostra.

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