L’insetto che si mimetizza sul ramo per farsi dimenticare nell’immobilità vegetale è l’immagine dell’uomo che si rintana nel conformismo per non dover rendere conto di sé, oppure si abbandona alle idee comuni per non affrontare gli uomini e i fatti ( E. Mounier). Questa riflessione vuole combattere un certo individualismo egoistico diffuso in tutti gli strati sociali. Nei documentari sugli animali, che spesso passano sugli schermi televisivi e che sempre riescono ad affascinare, appaiono talvolta certi fenomeni impressionanti come quello del camaleonte o dell’insetto stecco, che sembra ridursi  a un rametto secco dell’albero così da evitare l’assalto del predatore. Lo stesso accade all’uomo conformista che si intruppa nel fiume della massa lasciandosi trasportare dalla deriva, ripetendone i vizi e i vezzi, modellando la sua coscienza e la sua mente secondo l’opinione dominante. J. Kennedy dichiarava che “ il conformismo è il carceriere della libertà e il nemico dello sviluppo”. E a ragione, perché  con questa scelta di vita non si dà più nessun contributo libero e personale alla società, ma se ne registra solo la situazione, l’atmosfera e gli umori.

Certo, è molto più comodo sparire e lasciarsi trainare, ma la conseguenza è la perdita della propria identità, dei valori in cui si crede e del bene che si può compiere.