Il Papa: misericordia è «eccesso di Dio»

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“Buongiorno cari sacerdoti! – ha esordito Papa Francesco nell’aprire la prima delle tre meditazioni previste oggi per il Giubileo dei sacerdoti, al quale hanno partecipato migliaia di preti da tutto il mondo -. Cominciamo questa giornata di ritiro spirituale. E anche credo che ci farà bene pregare gli uni per gli altri, ossia in comunione. Un ritiro, ma in comunione, tutti! Io ho scelto il tema della misericordia”.

“La misericordia ci spinge a passare dal personale al comunitario – ha sottolineato il Papa in quella che ha definito un’introduzione comune per tutti i 6mila sacerdoti in ritiro spirituale a Roma -. Quando agiamo con misericordia, come nei miracoli della moltiplicazione dei pani, che nascono dalla compassione di Gesù per il suo popolo e per gli stranieri, i pani si moltiplicano nella misura in cui vengono condivisi”.

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La giornata di Papa Francesco si è aperta in San Giovanni in Laterano dove al centro della meditazione è stata posta la misericordia in quanto “eccesso di Dio”, in quanto “inaudito straripamento”. Papa Francesco ha indicato ai preti che “la prima cosa da fare è guardare dove il mondo di oggi, e ciascuna persona, ha più bisogno di un eccesso di amore così. Prima di tutto domandarci qual è il ricettacolo per una tale misericordia, qual è il terreno deserto e secco per un tale straripamento di acqua viva; quali sono le ferite per questo olio balsamico; quale è la condizione di orfano che necessita un tale prodigarsi in affetto e attenzioni; quale la distanza per una sete così grande di abbraccio e di incontro”.

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Papa Francesco a mezzogiorno è arrivato nella Basilica di Santa Maria Maggiore dove ha svolto la seconda meditazione di fronte ad altri sacerdoti e seminaristi. Prima ha deposto un mazzo di rose all’altare della icona della Salus Populi Romani.

Nel corso della seconda meditazione Francesco ha affermato che “la misericordia non ci ‘dipinge’ dall’esterno una faccia da buoni, non ci fa il photoshop, ma con i medesimi fili delle nostre miserie e dei nostri peccati, intessuti con amore di Padre, ci tesse in modo tale che la nostra anima si rinnova recuperando la sua vera immagine, quella di Gesù”. Parlando di Maria che “osserva ‘tessendo’”, il Papa ha richiamato la figura della Guadalupana nella tilma di Juan Diego e ha chiesto ai sacerdoti di non lasciarsi “prendere dalla vana ricerca di cambiare popolo” per la quale “una nostra tentazione – ha sottolineato Francesco – è quella di chiedere al vescovo di trasferirci”. “No”, ha proseguito il Papa che poi ha parlato di Maria che “osserva con attenzione, come una madre quando è tutta occhi per il suo figlioletto che le racconta qualcosa”. “Tocca a noi – ha continuato Papa Francesco – non renderci impermeabili a tali sguardi” perché “un sacerdote che si rende impermeabile agli sguardi è chiuso in se stesso”.

Papa Francesco nel pomeriggio è arrivato nella basilica di San Paolo Fuori le Mura dove ha svolto la terza e ultima meditazione per il Giubileo dei sacerdoti.